5. Une catechesi mariana
La giovane suora viveva vicino alla Santa Vergine, ai santi e agli angeli e si affidava a loro. Trasmetteva ai bambini la sua tenera devozione alla Vergine Maria.
La testimonianza del povero Buffart, quel bambino solo e disabile, lo dimostra bene: dopo le visite di Suor Eugénie, “il cuore di Buffart si aprì a queste prospettive radiose che, fino ad allora, non aveva nemmeno sospettato. Cominciò ad amare molto la Santa Vergine.’’
“Le sue compagne hanno sempre notato la capacità speciale di Suor Eugénie per insegnare ai bambini più difficili dal punto di vista intellettuale. Questo era certamente un dono di Dio, ma, come abbiamo detto, lo univa a un’instancabile pazienza; poi coinvolgeva sempre la Santa Vergine. Più volte, mostrando ai poveri bambini un’immagine della Madonna, faceva loro ripetere con lei: ‘Mia buona Madre, aiutami a imparare il mio catechismo’. Aveva ottenuto il permesso di fare con loro un pellegrinaggio quotidiano a Nostra Signora delle Virtù a Aubervilliers.” (p.88)
La catechesi mariana della Beata Eugénie era certamente fatta di parole e di suggerimenti per azioni concrete, ma era soprattutto il frutto di una tenera devozione alla Vergine Maria. Suor Eugénie si rivolgeva alla Santa Vergine per ogni cosa, soprattutto quando era tentata di scoraggiarsi. “Con Maria si può tutto”, era solita dire. Si rivolgeva anche spesso agli angeli, soprattutto a quelli dei bambini che catechizzava.